Stretching

Stretching passivo o attivo

Conoscete la differenza?

Lo stretching, ovvero “allungamento” in italiano, serve a rendere i muscoli più elastici e a mobilitare le articolazioni. Attraverso degli esercizi di stretching viene stimolato il sistema connettivo che permette ai muscoli di distendersi e contrarsi.
Esistono vari tipi di stretching… conoscete la differenza? Vediamo in seguito quali sono.

stretching attivo

Stretching Passivo

Lo stretching passivo (o statico passivo) è quando si assume una posizione e la si mantiene con una qualche altra parte del corpo, con l’aiuto di un partner o qualche attrezzo. La spaccata ne è un esempio ( in questo caso l’attrezzo che usi è il pavimento). Si avvale dell’azione di una forza forza esterna per allungare i muscoli che ci interessano. Possiamo usare il peso del corpo, la forza di gravità, l’aiuto delle mani o anche l’aiuto di un’altra persona. E’ un tipo di stretching dolce e lento, che evita movimenti improvvisi e quindi il rischio di infortuni. In particolare, lo stretching passivo aiuta a mantenere flessibili non solo i muscoli, ma anche le articolazioni. E’ consigliato sia come riscaldamento prima di un’attività fisica, sia come rilassamento alla fine di una lezione (ricordando sempre di non esagerare!)

 

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Stretching Attivo

Per stretching attivo invece, si intende quando si assume una posizione e la si mantiene solo con la forza dei muscoli agonisti. Avviene grazie al coinvolgimento dei muscoli agonisti: in questo modo i muscoli che vengono allungati, ovvero gli antagonisti, si rilassano. E’ suggerito farlo dopo un riscaldamento iniziale, poichè i muscoli devono essere pronti a mantenere le varie posizioni per almeno una decina di secondi in serie di almeno 5 ripetizioni.
E’ forse lo stretching più conosciuto, ed è quello che porta ad avere più elasticità muscolare.
stretching dinamico

Stretching Dinamico

Esiste anche un altro tipo di stretching, quello DINAMICO. Fatto di oscillamenti controllati che ti portano dolcemente alla tua capacità estrema di movimento.  Una parte del corpo mantiene un movimento controllato fino a raggiungere il limite. E’ un tipo di stretching che porta ad avere un eccellente controllo della mobilità, e quindi molto utile in discipline come la danza.

Si può dividere in due categorie:
Stretching Esplosivo o balistico, ovvero quando si utilizza la forza di inerzia per portare l’articolazione a raggiungere la sua capacità estrema di movimento;
Stretching Guidato, ovvero quando viene effettuato un movimento ampio, ma sempre controllato.

…e per la schiena?

Noi di Eidos Danza, infatti, strutturiamo le nostre lezioni in modo da diversificare gli esercizi di stretching (cosa molto importante) e li alterniamo sempre ad sequenze di potenziamento.

La foto, per esempio, ritrae un momento dell’esercizio ROLL UP del Pilates Mat-Work. Questo esercizio, oltre a mobilitare e allungare tutto il tratto vertebrale, rinforza anche la parete addominale oltre a coinvolgere pavimento pelvico, ileopsoas e glutei.

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Dobbiamo però ricordarci che il busto è la colonna su cui poggiamo tutte le parti del corpo per svolgere le loro funzioni. Nessun muscolo della schiena può essere allungato individualmente, ma lavorano in sinergia ad altri esercizi dedicati a diverse parti del corpo.

La routine quotidiana ci porta ad assumere posture scorrette che spesso sono causa di dolori alla schiena.
In particolare chi conduce una vita sedentaria utilizza poco i muscoli dorsali, come il GRAN DORSALE: purtroppo, come altri muscoli della stessa area, è spesso covo di dolori derivanti da contratture e rigidità. Lo stretching aiuta a prevenire e migliorare questo tipo di problematiche.

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Nella danza fare stretching è molto importante

Ci sono diverse scuole di pensiero su COME E QUANDO sia meglio fare esercizi di allungamento all’interno di una lezione: la cosa importante da ricordare è il perchè si sta facendo stretching.
Prima di allungare qualunque muscolo è importante pensare ad esso, visualizzarlo, e ricordare dove nasce e dove termina (parleremo più avanti dell’importanza della conoscenza dell’anatomia per un danzatore).
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Si può fare stretching all’inizio della lezione (prima del riscaldamento), durante e anche alla fine (come defaticamento). In ogni caso c’è un fattore determinante per la buona riuscita dello stretching: LA CONCENTRAZIONE.
Bisogna concentrarsi sull’area in allungamento, perchè se ci si distrae (a parlare con un compagno, per esempio) non si raggiungerà il punto ottimale di estensione dei muscoli su cui si lavora.
Nella danza si lavora moltissimo sulle SENSAZIONI, che portano ad avere una conoscenza e consapevolezza del corpo tale da non dover più guardare lo specchio per sapere se si sta eseguendo un esercizio nel modo corretto.
E lo stretching è parte di questo lavoro personale.
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In generale, quando si lavora col corpo, è sempre molto importante essere consapevoli di come siamo fatti. Per questo motivo potrebbe essere utile consultare le TAVOLE ANATOMICHE.

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